1. Gli incassi: cosa chiudere nel 2026 e cosa rinviare
Il reddito del forfettario è quello incassato nell'anno, moltiplicato per il coefficiente. La data della fattura non conta: conta il giorno in cui il bonifico arriva. Per questo le ultime settimane dell'anno sono le uniche in cui un incasso si può, in parte, scegliere.
| Se sei in questa situazione | Cosa conviene |
|---|---|
| Vicino agli 85.000 euro di incassi nel 2026 | Un incasso rinviato a gennaio non entra nel 2026. Controlla prima quanto manca: se nel 2026 resti sotto, nel 2027 sei forfettario. |
| Nel 2026 hai l'aliquota al 5% e nel 2027 passi al 15% | Un incasso nel 2026 paga il 5%, lo stesso incasso a gennaio il 15%. Qui conviene incassare entro dicembre. |
| Hai aperto la partita IVA nel 2026 | La soglia degli 85.000 è ridotta ai giorni di attività: chi ha aperto il 1° luglio ha circa 42.800 euro. Il conto esatto lo fa il calcolatore della soglia. |
| Hai superato i 100.000 euro | Sei già fuori dal regime da quando li hai superati: la soglia dei 100.000 non si riduce ai giorni e fa applicare l'IVA dall'incasso che la supera. |
Chi sta fra 85.000 e 100.000 euro resta forfettario fino al 31 dicembre 2026 ed esce dal 1° gennaio 2027. Non è una sanzione: è il modo in cui funziona la soglia. Quanto ti manca, sugli incassi veri, lo dice il calcolatore della soglia.