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Quanto metto da parte su una fattura?

Imposta, contributi e bollo che una fattura in più ti costa davvero, a partire da quanto hai già incassato nell'anno. E quanto ti resta.

La fattura

Il compenso che stai per incassare. Il conto dice quanto ne va messo da parte per tasse e contributi, e quanto resta tuo.

Il tuo compenso, senza il bollo e senza il contributo integrativo della cassa: a quelli pensa il calcolatore.

Il bollo è dovuto: la fattura supera 77,47 € senza IVA. Se lo addebiti, i 2,00 € sono un ricavo e si tassano; il bollo lo versi comunque tu, con l'F24 del trimestre.

Il tuo lavoro

Il coefficiente di redditività dice quanta parte di quello che incassi diventa reddito tassabile. Dipende dall'attività, non da quanto spendi.

L'anno degli incassi. Le tasse del 2026 si versano fra giugno 2026 e novembre 2027, fra acconti e saldo.

I gruppi della legge, con il loro coefficiente. Attenzione: sviluppo software e servizi informatici stanno nelle altre attività, al 67%, non nelle professioni. Nel dubbio, cerca il codice ATECO.

Prima di questa fattura: quello che è entrato sul conto dal 1° gennaio a oggi, non quello fatturato. Senza il bollo e senza l'integrativo della cassa.

Solo se fai due lavori con coefficienti diversi: ognuno si tassa con il suo, e non con una media.

I contributi

Dove versi dipende dal lavoro: chi fa impresa va all'INPS artigiani o commercianti, chi fa una professione alla gestione separata o alla sua cassa.

Dove versi i contributi

La gestione separata INPS: per chi fa una professione senza una cassa sua, come consulenti, formatori, sviluppatori, grafici.

Per esempio un lavoro da dipendente. In quel caso l'aliquota della gestione separata scende dal 26,07% al 24%.

Da quando sei aperto

Aliquota al 15%: il 5% vale solo per l'anno di apertura e i quattro successivi, e dal 2020 sono passati più di cinque anni.

Contributi versati nell'anno

Si deducono dall'imposta i contributi pagati nell'anno, non quelli che maturano: per questo lo chiediamo.

Altri casiperdite

Solo se vieni da un altro regime con perdite ancora da usare: si tolgono dal reddito dopo i contributi.

Metti da parte

643,34 €

Il 32,1% di questa fattura.

Ti restano

1.358,66 €

Su 2.002,00 € incassati, bollo compreso.

Reddito che produce

1.561,56 €

Il 78% del compenso: è questo che si tassa.

Imposta sostitutiva 15%
234,24 €
Contributi INPS gestione separata
407,10 €
Imposta di bollo
2,00 €
Lo versi tu con l'F24, anche se lo addebiti.
Da mettere da parte
643,34 €

In questo conto lo trovi su ogni fattura, fatto sui tuoi incassi veri e sui contributi che hai versato davvero.

Prova 15 giorni

Senza carta di credito.

Il conto, passo per passo

Il sistema calcola le tasse dell'anno due volte, senza questa fattura e con questa fattura: la differenza è quello che devi mettere da parte. Nessuna percentuale a occhio.

Da mettere da parte: 643,34 €
  1. Compenso di questa fattura2.002,00 €

    Il compenso più i 2,00 € di bollo che addebiti al cliente: anche quelli sono un ricavo. Il contributo integrativo della cassa non c'è: si incassa e si gira, non è compenso.

  2. Reddito che ne esce1.561,56 €

    Il forfettario tassa una quota fissa del compenso, il coefficiente 78% dell'attività, e le spese non si deducono: il coefficiente è già la deduzione.

  3. Imposta sostitutiva 15%234,24 €
  4. Contributi INPS gestione separata407,10 €
  5. Imposta di bollo2,00 €

    Si versa con l'F24 del trimestre, anche quando è riaddebitata al cliente: il riaddebito rimborsa la spesa, non paga l'imposta.

  6. Da mettere da parte643,34 €

    Mettila da parte subito: non si versa adesso, ma alle scadenze di ciascuna voce, che trovi qui sotto in «Quando si versa».

Contributi già versati nell'anno: 4.066,92 €

Stima: con incassi stabili, i contributi versati nell'anno (il saldo dell'anno prima più gli acconti) valgono quanto quelli calcolati qui. Se li conosci, scrivi quelli veri. Si tolgono dal reddito prima dell'imposta finché c'è reddito da cui toglierli: per questo una fattura a inizio anno può pagare meno imposta di una a fine anno. Qui la stima è fatta su quello che hai incassato finora, quindi può essere più bassa di quanto hai versato davvero: con la cifra vera l'imposta su questa fattura può scendere.

Quanto pesa un incasso, a seconda della cifra

Lo stesso conto su cifre diverse, dalla stessa base: 20.000,00 € incassati finora, la stessa attività, lo stesso bollo. Dove la percentuale cambia, sotto la riga c'è il perché.

Quanto mettere da parte per incassi di importi diversi
IncassoMetti da partePeso
500,00 €162,82 €32,4%
1.000,00 €322,99 €32,2%
2.000,00 €la tua fattura643,34 €32,1%
5.000,00 €1.604,38 €32,1%
10.000,00 €3.206,11 €32,1%
20.000,00 €6.409,57 €32%

Sulla tua base non ci sono soglie in mezzo: imposta e contributi crescono insieme al reddito, e la percentuale resta quasi la stessa a ogni cifra. Sulle cifre piccole pesa un po' di più il bollo.

Ogni riga comprende il bollo di 2,00 €, dovuto oltre 77,47 €, addebitato al cliente come nella tua fattura. Il peso è la percentuale del compenso da mettere da parte.

Quando si versa

Quello che metti da parte non si versa subito: ogni voce ha la sua scadenza, e per l'imposta e i contributi sul reddito è l'anno dopo.

  1. 1° giugno, 30 settembre, 30 novembre o 1° marzo 2027

    Il bollo, 2,00 €, con l'F24 del trimestre in cui la fattura arriva al cliente: la prima data per le fatture di gennaio-marzo, la seconda per aprile-giugno, la terza per luglio-settembre, l'ultima per ottobre-dicembre.
  2. 30 giugno 2027

    Data indicativa: il calendario di quell'anno non è ancora fissato.

    Con il saldo del 2026: 234,24 € di imposta e 407,10 € di contributi INPS, con l'F24, lo stesso giorno del primo acconto del 2027.
  3. 30 giugno 2027 e 30 novembre 2027

    Data indicativa: il calendario di quell'anno non è ancora fissato.

    Gli acconti del 2027 si calcolano sull'imposta e sui contributi del 2026: questa fattura li fa salire. Non sono una tassa in più, sono un anticipo sull'anno dopo, ma il primo si versa lo stesso giorno del saldo.

Come funziona il conto.

Una fattura non paga la media

Una fattura in più non paga la percentuale media delle tue tasse: paga quello che cambia nell'anno con lei dentro. E quello che cambia dipende da dove sei arrivato:

  • la quota fissa di artigiani e commercianti copre il reddito fino al minimale, 18.808,00 € nel 2026: finché resti sotto, una fattura in più non aggiunge contributi, solo imposta;
  • i contributi versati nell'anno si tolgono dal reddito prima dell'imposta, finché c'è reddito da cui toglierli: con pochi incassi la stessa fattura può non pagare imposta;
  • oltre il massimale, 122.295,00 € di reddito nel 2026, i contributi si fermano;
  • il coefficiente è quello dell'attività a cui la fattura appartiene: con due attività, la stessa cifra pesa in modo diverso a seconda di quale delle due la incassa.

Così la stessa fattura da 2.000 € chiede di mettere da parte 643,34 € a un professionista in gestione separata con 20.000 € già incassati, 122,12 € a un commerciante con gli stessi incassi, e 2,00 € allo stesso commerciante a inizio anno, con 2.000 € incassati.

Il conto: l'anno, due volte

Il sistema non usa una percentuale. Calcola le tasse dell'anno intero due volte, senza la fattura e con la fattura, con le stesse regole del calcolatore delle tasse, e la differenza è quello che metti da parte: l'imposta sostitutiva, i contributi INPS o della cassa, e il bollo di 2,00 € se la fattura supera 77,47 € senza IVA.

Il bollo lo versi tu anche quando lo addebiti al cliente: il riaddebito ti rimborsa la spesa, e i 2,00 € addebitati diventano un ricavo, che si tassa come il compenso. I contributi già versati nell'anno, quelli che tolgono imposta, sono la stessa cifra del calcolatore delle tasse: quella che scrivi tu, o la stima. Più ne hai versati, più a lungo le fatture pagano meno imposta.

Una cosa questo conto non la mette mai da parte: la quota fissa di artigiani e commercianti e il minimo della cassa. Sono dovuti anche senza fatture, quindi nessuna fattura li fa salire: vanno messi da parte a sé, un po' ogni mese. Il calcolatore te lo ricorda quando ti riguarda.

Quando si versa davvero

Quello che metti da parte non esce subito. L'imposta e i contributi sul reddito di quest'anno si versano a saldo l'anno dopo, con l'F24, alla scadenza dell'imposta: nel 2026 è stata il 20 luglio. Lo stesso giorno parte il primo acconto dell'anno dopo, che si calcola su quest'anno: per l'imposta la cifra intera dell'anno, divisa in due rate (sotto 51,65 € non si versa), per la gestione separata l'80% dei contributi, per artigiani e commercianti l'intera parte oltre il minimale. Il secondo acconto va a fine novembre: nel 2026 il 30 novembre.

La quota fissa di artigiani e commercianti ha le sue quattro rate, e una fattura in più non la cambia. La cassa ha le sue date, con un conguaglio sul reddito che dichiari. Il bollo va con l'F24 del trimestre in cui la fattura arriva al cliente: per il 2026 il 1° giugno, il 30 settembre, il 30 novembre e il 1° marzo 2027.

Il primo anno non ci sono acconti; l'anno dopo, lo stesso giorno, arrivano il saldo del primo anno e il primo acconto del secondo. È il versamento più grosso, e conviene arrivarci con i soldi già da parte.

Un esempio, con i numeri

Il caso con cui si apre il calcolatore: un professionista in gestione separata, aperto da più di cinque anni, con 20.000 € già incassati nel 2026 e una fattura da 2.000 €, con il bollo addebitato al cliente.

Professionista, gestione separata, fattura da 2.000 €
Compenso, con il bollo addebitato
2.002,00 €
Reddito che produce (78%)
1.561,56 €
Imposta sostitutiva 15%
234,24 €
Contributi INPS gestione separata
407,10 €
Imposta di bollo
2,00 €
Da mettere da parte
643,34 €
Ti restano
1.358,66 €

Lo stesso incasso per un commerciante, al 40%. Il suo reddito è ancora sotto il minimale, quindi la fattura non aggiunge contributi: la quota fissa li copre già. La quota fissa la paga comunque, a rate, e non è nel conto di nessuna fattura: va messa da parte a sé.

Commerciante, 20.000 € incassati, fattura da 2.000 €
Compenso, con il bollo addebitato
2.002,00 €
Reddito che produce (40%)
800,80 €
Imposta sostitutiva 15%
120,12 €
Contributi INPS commercianti
0,00 €
Imposta di bollo
2,00 €
Da mettere da parte
122,12 €
Ti restano
1.879,88 €

Le domande che ci fanno.

Che percentuale di una fattura devo mettere da parte?

Dipende da dove sei arrivato nell'anno, ma ci sono ordini di grandezza. Un professionista in gestione separata con l'imposta al 15% mette da parte circa il 32% del compenso, al 5% circa il 24,2%. Un commerciante che non ha ancora superato il minimale solo l'imposta, il 6%; oltre il minimale circa il 15,8%. Il calcolatore ti dà la cifra del tuo caso, al centesimo.

Perché la prima fattura dell'anno pesa diversamente dalle altre?

Per due ragioni. I contributi che versi nell'anno si tolgono dal reddito prima dell'imposta: finché il reddito è poco li copre tutti, e le prime fatture pagano poca imposta o nessuna. E se sei artigiano o commerciante, la quota fissa copre già il reddito fino al minimale: finché non lo superi, una fattura in più non aggiunge contributi. Più avanti nell'anno le stesse fatture pagano la percentuale piena.

Il bollo da 2 euro va messo da parte anche se lo addebito al cliente?

Sì. Il bollo lo versi tu con l'F24 del trimestre, che tu lo addebiti o no: il riaddebito rimborsa la spesa, non paga l'imposta. E i 2 euro addebitati sono un ricavo, che si tassa come il resto del compenso. È dovuto sulle fatture senza IVA sopra 77,47 €.

Conviene tenere i soldi da parte su un conto separato?

Sì, è il modo più semplice per non spenderli. Quello che metti da parte si versa in gran parte l'anno dopo, a saldo e acconto: per mesi resta sul conto, e sul conto di tutti i giorni sembra disponibile. Un conto separato, dove sposti la cifra appena incassi, la tiene ferma fino alla scadenza.

Quando verso quello che ho messo da parte?

Alle scadenze di ciascuna voce. Il bollo con l'F24 del trimestre. L'imposta e i contributi sul reddito l'anno dopo, a saldo, alla scadenza dell'imposta (nel 2026 il 20 luglio), insieme al primo acconto dell'anno dopo. La quota fissa di artigiani e commercianti ha le sue quattro rate, che una fattura in più non cambia, e la cassa le sue date.

Se il cliente mi paga l'anno prossimo, in che anno si tassa?

Nell'anno in cui incassi. Il forfettario segue il principio di cassa: una fattura di dicembre pagata a gennaio entra negli incassi dell'anno dopo, e il conto si fa su quello. Per questo il calcolatore chiede quanto hai incassato finora, e non quanto hai fatturato.

Il contributo integrativo della cassa va messo da parte?

Sì, tutto, ma non è una tassa tua. Lo aggiungi in fattura sopra il compenso, il cliente lo paga e tu lo giri alla cassa: per questo il calcolatore non lo mette nel conto e te lo mostra a parte. Nel forfettario non è nemmeno un ricavo da tassare.

Perché su questa fattura i contributi sono zero?

Perché questa fattura non li fa salire. Succede ad artigiani e commercianti finché il reddito resta sotto il minimale, 18.808,00 € nel 2026, che la quota fissa copre già; a chi versa a una cassa finché il reddito resta sotto il minimo; e a tutti oltre il massimale, dove i contributi si fermano. La quota fissa e il minimo si pagano comunque: non dipendono da questa fattura, e vanno messi da parte a sé.

Il calcolatore tiene conto del 5% e della riduzione del 35%?

Sì. Scrivi da quando sei aperto e se hai i requisiti, e l'imposta va al 5% per i cinque anni in cui vale; attiva la riduzione del 35% e i contributi oltre il minimale scendono. Tiene conto anche della riduzione del 50% dei pensionati. Non considera invece le perdite dei regimi precedenti e la quota di reddito dei coadiuvanti: in quei casi la cifra è prudente, e il calcolatore te lo dice.

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Ti mandiamo il calendario dei prossimi dodici mesi e un promemoria sette giorni prima di ogni versamento: acconti, saldo, contributi INPS, bollo.

    Serve solo a non ricordarti le rate che non ti riguardano.

    Ti chiediamo di confermare l'indirizzo: senza conferma non ti scriviamo.

    Da dove vengono questi numeri.

    Non li abbiamo decisi noi. Sono questi i documenti, e li puoi leggere anche tu.

    Ogni fattura ha già dentro le sue tasse. Mettile da parte subito.

    Prova 15 giorniSenza carta di credito.