Cosa va in fattura, e cosa no
La fattura di un forfettario ha poche righe: il compenso e, a seconda dei casi, la rivalsa INPS o il contributo integrativo, le spese anticipate per il cliente e il bollo. Mancano le due cose che chi è in regime ordinario mette sempre.
- Niente IVA. Il forfettario non la applica (art. 1, commi da 54 a 89, della legge 190 del 2014): nella fattura elettronica le righe del compenso hanno natura N2.2, e il regime fiscale è RF19.
- Niente ritenuta d'acconto. Anche un cliente che è un'azienda o un professionista ti paga il totale, senza trattenere niente (comma 67).
- Le diciture. Sono due frasi, più una terza quando c'è il bollo, e dicono al cliente perché mancano IVA e ritenuta. Le trovi sotto il calcolatore, pronte da copiare.
Le spese che paghi in nome e per conto del cliente, con il documento intestato a lui, vanno in fattura come rimborso escluso dall'IVA (art. 15 DPR 633/72), con natura N1: non sono compenso, non si tassano e non contano per il bollo. Quelle a nome tuo, come il treno o l'albergo, sono compenso.