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Regime forfettario 2027: cosa cambia

Cosa è già deciso per legge, cosa è solo un'ipotesi della manovra, e cosa conviene sistemare entro il 31 dicembre 2026.

Aggiornata il · 7 minuti di lettura

In breve

  • Al 9 ottobre 2026 nessuna regola del forfettario 2027 è cambiata per legge. Il disegno di legge di bilancio deve arrivare alle Camere entro il 20 ottobre.
  • Il limite per chi ha anche uno stipendio o una pensione torna a 30.000 euro. Per il 2027 si guardano i redditi del 2026, e il limite di 35.000 valeva solo per il 2025 e il 2026.
  • La soglia degli 85.000 euro resta. Portarla a 100.000 è un'ipotesi politica, e per l'IVA la direttiva europea non permette di andare oltre gli 85.000.
  • Dal 1° gennaio 2027 il forfettario cambia legge, non regole: esce dalla legge 190 del 2014 ed entra nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi, dall'articolo 232.

Cosa è legge, e cosa no

Ogni autunno sul forfettario circolano due tipi di notizie: le regole che cambiano davvero, e le ipotesi della manovra. Le prime sono in Gazzetta Ufficiale. Le seconde sono dichiarazioni, e fino al testo del governo non valgono niente.

CosaA che punto è
Limite di 30.000 euro per stipendi e pensioniLegge. Il limite di 35.000 era fissato solo per il 2025 e il 2026.
Il forfettario nel nuovo testo unicoLegge. Decreto legislativo 117 del 2026, si applica dal 1° gennaio 2027.
Soglia di ricavi a 100.000 euroIpotesi. Ne ha parlato il ministro dell'Economia l'8 settembre 2026, a un convegno di partito. Nessun testo.
Proroga dei 35.000 euro anche per il 2027Ipotesi. Nessun testo ufficiale la prevede.

Il 2 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il documento di finanza pubblica che prepara la manovra. Sul forfettario non dice niente. Le prossime tappe hanno date fissate dalla legge: il disegno di legge di bilancio va presentato alle Camere entro il 20 ottobre, e la legge va approvata entro il 31 dicembre.

Questa guida si aggiorna quando il governo approva il testo, e la data in alto dice quando è successo l'ultima volta.

Il limite per chi ha anche uno stipendio o una pensione

Non può essere forfettario chi, nell'anno prima, ha avuto più di 30.000 euro di redditi da lavoro dipendente o da pensione. È la regola ordinaria. La legge di bilancio 2025 l'aveva alzata a 35.000 euro per il 2025, e quella del 2026 ha esteso i 35.000 al 2026. Al 2027 non arriva nessuna delle due.

Per il 2027 si guardano i redditi da lavoro dipendente e pensione del 2026. Senza una proroga nella manovra, il confronto è con 30.000 euro:

Redditi da dipendente o pensione nel 2026Nel 2027
Fino a 30.000 euroIl limite è rispettato: puoi entrare o restare.
Fra 30.000 e 35.000 euro, con il lavoro ancora in corsoSenza proroga non puoi entrare. Se sei già forfettario, esci dal 1° gennaio 2027.
Qualsiasi cifra, con il rapporto di lavoro chiuso nel 2026Il limite non conta, purché nel 2026 non ci siano anche una pensione o un altro lavoro da dipendente.

L'ultima riga è l'eccezione che l'Agenzia delle Entrate scrive nella sua scheda sul regime: se il rapporto è cessato, la soglia è irrilevante. Il rapporto deve finire nel 2026. Un lavoro che finisce il 1° gennaio 2027 non cambia niente per il 2027.

C'è una seconda regola che riguarda chi viene da un lavoro dipendente, e che la manovra non tocca: non puoi fatturare per la maggior parte al datore di lavoro attuale o a quelli degli ultimi due anni. Il calcolatore dei requisiti controlla tutte e due, e per il 2027 usa già il limite di 30.000 euro.

La soglia degli 85.000 euro, e perché 100.000 è difficile

Le regole sulla soglia restano quelle del 2026. Si guarda quanto hai incassato nell'anno:

  • fino a 85.000 euro resti forfettario anche l'anno dopo;
  • fra 85.000 e 100.000 euro resti forfettario fino al 31 dicembre, ed esci dal 1° gennaio dopo;
  • oltre 100.000 euro esci subito: l'IVA si applica già dall'incasso che fa superare i 100.000.

L'ipotesi di portare la soglia a 100.000 euro si scontra con una regola europea. Il forfettario è anche una franchigia IVA, cioè fatture senza IVA, e la direttiva europea 2020/285 fissa il tetto della franchigia a 85.000 euro. La stessa direttiva vieta la franchigia a chi supera i 100.000 nell'anno: è da lì che viene l'uscita immediata italiana.

Alzare la soglia del forfettario sopra gli 85.000 si potrebbe fare solo per le imposte sui redditi: chi incassa di più pagherebbe ancora il 15%, ma con l'IVA in fattura. Per togliere l'IVA servirebbe cambiare la direttiva, e in materia di IVA l'Unione decide all'unanimità.

Quanto ti manca alla soglia, sui tuoi incassi, lo dice il calcolatore della soglia.

Dal 2027 cambia la legge, non le regole

Il 3 luglio 2026 è uscito in Gazzetta Ufficiale il nuovo testo unico delle imposte sui redditi, il decreto legislativo 117 del 2026. Riordina le norme in vigore senza cambiarle, e si applica dal 1° gennaio 2027. Dalla stessa data abroga i commi da 54 a 89 della legge 190 del 2014, cioè la legge che ha istituito il forfettario.

Il regime passa negli articoli dal 232 in poi del nuovo testo unico, con i coefficienti nell'allegato D. Abbiamo confrontato i numeri uno per uno: 85.000, 100.000, 30.000, 20.000 di spese per il personale, 15%, 5% e coefficienti sono gli stessi.

CosaFino al 2026Dal 2027
Requisiti e soglia degli 85.000Legge 190/2014, commi 54-56Testo unico, articolo 232
Cause di esclusioneComma 57Articolo 233
Imposta al 15% e al 5%Commi 64-68Articolo 235
Uscita dal regime e 100.000 euroCommi 71-72Articolo 238
Riduzione INPS del 35%Commi 76-84Articolo 241

Due cose pratiche. La prima: gli incassi del 2026, e la dichiarazione che li riguarda presentata nel 2027, restano sotto la legge 190. La seconda: il decreto dice che i rinvii alle norme abrogate valgono come rinvii alle norme nuove che le sostituiscono. La dicitura che oggi scrivi in fattura, con i commi 54-89, resta comprensibile e non rende sbagliata la fattura.

Dal 1° gennaio 2027 si applica anche il nuovo testo unico dell'IVA, il decreto legislativo 10 del 2026. Anche lì le regole del forfettario non cambiano.

Cosa sistemare entro il 31 dicembre 2026

Alcune cause di esclusione si guardano sull'anno prima: chi le ha ancora il 31 dicembre 2026 non è forfettario nel 2027, nemmeno per un giorno.

  • Quote in una società di persone, in un'associazione professionale o in un'impresa familiare. Vanno cedute entro il 31 dicembre 2026. È l'esempio che fa la stessa Agenzia delle Entrate nella circolare 9/E del 2019, e una cessione vera non è abuso del diritto.
  • Controllo di una srl che fa un lavoro riconducibile al tuo. Qui conta l'anno in cui applichi il regime, non quello prima, e nel controllo entrano anche le quote dei familiari.
  • Redditi da dipendente fra 30.000 e 35.000 euro: sono quelli del 2026, quindi non c'è niente da spostare. Si aspetta la manovra e si prepara il piano B.
  • Incassi vicini agli 85.000 euro: conta la data in cui il pagamento arriva, non quella della fattura. Una fattura di dicembre pagata a gennaio entra negli incassi del 2027.

Se apri la partita IVA nel 2027, i cinque anni al 5% partono dall'anno di apertura. Le regole per averlo sono le stesse di oggi.

Le domande che ci fanno.

Il forfettario viene abolito nel 2027?

No. Nessun testo ufficiale lo prevede, e il nuovo testo unico delle imposte sui redditi, in vigore dal 1° gennaio 2027, lo riscrive con le stesse regole di oggi.

Nel 2027 la soglia sale a 100.000 euro?

Al 9 ottobre 2026 no. È un'ipotesi di cui si parla per la manovra, senza un testo. E anche se arrivasse, per l'IVA la soglia non può superare 85.000 euro senza cambiare la direttiva europea.

Nel 2026 ho 33.000 euro di stipendio. Posso restare forfettario nel 2027?

Senza una proroga dei 35.000 euro, no: dal 1° gennaio 2027 passi al regime ordinario. Fa eccezione chi ha chiuso il rapporto di lavoro nel 2026 e nello stesso anno non ha avuto una pensione o un altro lavoro da dipendente.

Dal 2027 devo cambiare la dicitura sulle fatture?

Non è necessario per la validità della fattura: il nuovo testo unico dice che i rinvii alle norme abrogate valgono come rinvii a quelle nuove. Chi vuole citare la norma in vigore può scrivere gli articoli 232 e seguenti del decreto legislativo 117/2026.

Quando si saprà cosa cambia davvero?

Il disegno di legge di bilancio va presentato alle Camere entro il 20 ottobre e la legge approvata entro il 31 dicembre. Questa guida si aggiorna quando esce il testo del governo.

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