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Forfettario o regime ordinario: quanto cambia?

Il tuo anno nel forfettario e nel regime ordinario, con le spese vere e i tuoi clienti. Quanto ti resta in ciascuno, e a quante spese i due si equivalgono.

Il tuo lavoro

Il coefficiente di redditività dice quanta parte di quello che incassi diventa reddito tassabile. Dipende dall'attività, non da quanto spendi.

L'anno degli incassi. Le tasse del 2026 si versano fra giugno 2026 e novembre 2027, fra acconti e saldo.

I gruppi della legge, con il loro coefficiente. Attenzione: sviluppo software e servizi informatici stanno nelle altre attività, al 67%, non nelle professioni. Nel dubbio, cerca il codice ATECO.

Quello che è entrato sul conto fra il 1° gennaio e il 31 dicembre, non quello fatturato: il forfettario tassa gli incassi. Senza il contributo integrativo della cassa; il bollo addebitato ai clienti invece conta, perché è ricavo.

Solo se fai due lavori con coefficienti diversi: ognuno si tassa con il suo, e non con una media.

I contributi

Dove versi dipende dal lavoro: chi fa impresa va all'INPS artigiani o commercianti, chi fa una professione alla gestione separata o alla sua cassa.

Dove versi i contributi

La gestione separata INPS: per chi fa una professione senza una cassa sua, come consulenti, formatori, sviluppatori, grafici.

Per esempio un lavoro da dipendente. In quel caso l'aliquota della gestione separata scende dal 26,07% al 24%.

Da quando sei aperto

Aliquota al 15%: il 5% vale solo per l'anno di apertura e i quattro successivi, e dal 2020 sono passati più di cinque anni.

Contributi versati nell'anno

Si deducono dall'imposta i contributi pagati nell'anno, non quelli che maturano: per questo lo chiediamo.

Altri casiperdite

Solo se vieni da un altro regime con perdite ancora da usare: si tolgono dal reddito dopo i contributi.

Le spese e i clienti

Quello che il forfettario non guarda, e che nell'ordinario decide il conto.

Software, affitto o coworking, attrezzatura, collaboratori, formazione, viaggi, la parte deducibile dell'auto. Non i contributi INPS: quelli li conta da solo.

Nell'ordinario l'IVA sugli acquisti si recupera. Se le tue spese sono per lo più senza IVA, per esempio un collaboratore forfettario o l'assicurazione, rispondi no.

I tuoi clienti sono soprattutto

Dipendono da dove vivi: la regionale va dall'1,23% al 3,33%, la comunale da zero allo 0,9%. Il forfettario non le paga.

Nel 2026 il forfettario ti lascia in più

840,79 €

Dopo spese, contributi e imposte, su 30.000 € incassati.

Ti resta nel forfettario

15.304,68 €

Ti resta nell'ordinario

14.463,89 €

Forfettario: imposta sostitutiva
2.594,94 €
Forfettario: contributi
6.100,38 €
Forfettario: imposte e contributi
8.695,32 €
Ordinario: IRPEF netta
3.665,70 €
Ordinario: addizionali
413,51 €
Ordinario: contributi
6.538,87 €
Ordinario: imposte e contributi
10.618,08 €
Ordinario: IVA recuperata sulle spese
1.081,97 €
Non è nel totale: è già tolta dalle spese, e il netto la conta già.

Pareggio a 7.500 € di spese

Con i tuoi incassi i due regimi lasciano lo stesso netto a circa 7.500 € di spese l'anno. Sotto conviene il forfettario, sopra l'ordinario.

tiene i conti del forfettario sulle tue fatture vere, e ti avvisa prima che la soglia o il limite ti portino fuori dal regime.

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Il conto dell'ordinario

L'ordinario passo per passo, con la regola accanto a ogni riga. Il forfettario è lo stesso conto del calcolatore delle tasse.

Regime ordinario: 10.618,08 € di imposte e contributi
  1. Incassi30.000,00 €
  2. Spese, senza l'IVA che recuperi4.918,03 €

    Hai scritto 6.000,00 € IVA compresa: 1.081,97 € di IVA li recuperi.

  3. Reddito: incassi meno spese25.081,97 €
  4. Contributi alla gestione separata sul reddito professionale6.538,87 €
  5. Contributi dedotti dal reddito6.538,87 €

    Articolo 10 del TUIR: i contributi obbligatori versati nell'anno si tolgono dal reddito prima dell'IRPEF.

  6. Imponibile IRPEF18.543,10 €
  7. 23% su 18.543,10 €4.264,91 €
  8. IRPEF lorda4.264,91 €
  9. Detrazione per chi lavora in proprio599,21 €

    Articolo 13 comma 5 del TUIR: 1.265 euro fino a 5.500 euro di reddito, poi scende fino a zero a 50.000. Non può superare l'imposta.

  10. IRPEF netta3.665,70 €
  11. Addizionali regionale e comunale, 2,23%413,51 €

    Si calcolano sull'imponibile IRPEF, e solo se resta IRPEF da pagare dopo le detrazioni.

  12. Imposte e contributi dell'anno10.618,08 €
Forfettario, imposta sostitutiva: 2.594,94 €
  1. Incassato al coefficiente 78%30.000,00 €

    Diventa 23.400,00 euro di reddito. Ogni gruppo di attività porta il suo coefficiente, e si arrotonda il gruppo, non la somma.

  2. Reddito forfetario23.400,00 €

    Ricavi per coefficiente. I costi non si deducono: il coefficiente li rappresenta già in modo forfetario.

  3. Meno i contributi previdenziali versati-6.100,38 €

    Si deducono per cassa: conta quello che è uscito dal conto nell'anno, non quello che era dovuto (art. 1 comma 64 L. 190/2014).

  4. Imponibile17.299,62 €
  5. Imposta sostitutiva al 15%2.594,94 €

    Sostituisce IRPEF, addizionali regionale e comunale (comma 64).

Come funziona il conto.

Due modi di contare le spese

Il forfettario non guarda quanto spendi: dà per spese una percentuale fissa degli incassi, quella che resta dopo il coefficiente. Con il 78% delle professioni, il 22% di quello che incassi è considerato speso, che tu lo abbia speso o no. Sul reddito che resta paghi il 15%, o il 5% nei primi cinque anni, e niente altro: niente IRPEF, niente addizionali, niente IVA.

L'ordinario conta le spese vere, documentate, e tassa la differenza con l'IRPEF a scaglioni. Conviene quando spendi davvero più di quello che il coefficiente ti riconosce, e di parecchio: perché dall'altra parte ci sono aliquote più alte, le addizionali e i contributi calcolati sul reddito intero.

L'IRPEF del 2026: tre scaglioni e una detrazione

Nell'ordinario il reddito, tolti i contributi versati, paga l'IRPEF a scaglioni:

  • 23% fino a 28.000 €
  • 33% da 28.000 € a 50.000 €
  • 43% oltre 50.000 €

Dall'imposta si toglie la detrazione per chi lavora in proprio: 1.265,00 € fino a 5.500 euro di reddito, poi scende fino a zero a 50.000. È il motivo per cui sotto certi redditi l'ordinario costa meno del forfettario anche senza spese: su 8.000 euro di reddito l'IRPEF lorda è 1.840,00 € e la detrazione 1.180,00 €. Poi ci sono le addizionali regionale e comunale, che il forfettario non paga: dall'1,23% a oltre il 4% secondo dove vivi.

Il calcolatore considera solo questa detrazione. Quelle personali, per i figli, le spese mediche, il mutuo, le ristrutturazioni, nell'ordinario abbassano l'IRPEF e nel forfettario si perdono: se ne hai molte, l'ordinario parte avvantaggiato di quella cifra.

L'IVA cambia il conto se i clienti sono privati

Il forfettario non mette l'IVA in fattura. Nell'ordinario sì, il 22%, e che cosa succede dipende da chi paga. Un'azienda la scarica: per lei il prezzo è lo stesso, per te è neutra. Un privato no: se vuoi fargli pagare lo stesso prezzo di prima, il 22% esce dai tuoi incassi. Su 30.000 € sono 5.409,84 €.

In compenso nell'ordinario l'IVA sugli acquisti la recuperi: 6.000 € di spese con IVA al 22% ti costano 4.918,03 €. Il calcolatore lo conta se rispondi che le spese hanno l'IVA.

Un esempio, con i numeri

Il caso con cui si apre il calcolatore: un professionista in gestione separata, aperto da più di cinque anni, con 30.000 € incassati da clienti aziende e 6.000 € di spese con IVA.

Forfettario
Reddito forfettario (78%)
23.400,00 €
Contributi
6.100,38 €
Imposta sostitutiva (15%)
2.594,94 €
Imposte e contributi
8.695,32 €
Ti resta, tolte le spese
15.304,68 €
Ordinario
Reddito: incassi meno spese senza IVA
25.081,97 €
Contributi
6.538,87 €
IRPEF netta
3.665,70 €
Addizionali
413,51 €
Imposte e contributi
10.618,08 €
Ti resta
14.463,89 €

Differenza: 840,79 € in più con il forfettario. I due regimi si equivalgono a circa 7.500 € di spese l'anno: sotto conviene il forfettario, sopra l'ordinario.

Quello che il calcolatore non sa

Non conosce le tue detrazioni personali, che nell'ordinario contano. Non conta il commercialista, che nell'ordinario costa di più perché ci sono i registri IVA, le liquidazioni e la dichiarazione IVA. Non conta la ritenuta d'acconto del 20% che i clienti aziende ti trattengono: non è un costo, ma arriva prima nelle loro mani che nelle tue. E non sa se hai i requisiti per restare nel forfettario: quello lo dice il calcolatore dei requisiti.

Due regole da sapere prima di cambiare. Chi lascia il forfettario per scelta resta nell'ordinario almeno tre anni. Chi entra nel forfettario dall'ordinario restituisce l'IVA detratta sui beni che ha ancora e sulle rimanenze, con la rettifica nella dichiarazione IVA.

Le domande che ci fanno.

Quando conviene uscire dal forfettario?

Quando le spese vere superano di molto quelle che il coefficiente ti riconosce, cioè il 22% degli incassi per le professioni e il 60% per il commercio. Il calcolatore dice a quante spese i due regimi si equivalgono sul tuo caso. Sotto quella cifra, il forfettario lascia di più.

Con pochi incassi l'ordinario costa davvero meno?

Può succedere. La detrazione per chi lavora in proprio vale 1.265 euro fino a 5.500 euro di reddito e scende fino a 50.000: sotto certi redditi azzera l'IRPEF, mentre il forfettario paga il 15% dal primo euro di reddito. Con il 5% dei primi cinque anni invece il forfettario vince quasi sempre.

Perché il calcolatore chiede se i clienti sono privati?

Perché nell'ordinario in fattura c'è l'IVA al 22%. Un'azienda la detrae e per te è neutra; un privato no, quindi o alzi il prezzo del 22% o quel 22% esce dai tuoi incassi. Il calcolatore fa il conto a parità di prezzo finale.

I contributi INPS cambiano fra i due regimi?

Sì, perché cambia il reddito su cui si calcolano: il reddito forfettario da una parte, incassi meno spese dall'altra. Artigiani e commercianti perdono anche la riduzione del 35%, che è riservata ai forfettari.

Posso scegliere l'ordinario e tornare indietro l'anno dopo?

No. L'opzione per il regime ordinario vincola per almeno tre anni. Se invece esci perché hai perso i requisiti, non è una scelta e non c'è vincolo: rientri appena li hai di nuovo.

Il calcolatore considera l'IRAP?

No, perché per le persone fisiche non c'è più: dal 2022 professionisti e imprese individuali non la pagano (legge 234 del 2021). Nel confronto contano IRPEF, addizionali, contributi e l'IVA.

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    Nel forfettario i conti li tiene . Se ti conviene restarci, te lo dice ogni mese.

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