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Aprire la partita IVA in regime forfettario

Cosa fare, in che ordine e quanto costa, nei tre casi che cambiano tutto: professionista senza cassa, professionista iscritto a una cassa, artigiano o commerciante.

Aggiornata il · 9 minuti di lettura

In breve

  • Il professionista apre con il modello AA9/12, gratis, entro 30 giorni dall'inizio. Artigiani e commercianti passano dalla Comunicazione Unica alla Camera di commercio.
  • Il forfettario è il regime naturale: se hai i requisiti ci sei. La casella nel modello va barrata lo stesso, perché dimenticarla costa da 250 a 2.000 euro di sanzione.
  • Aprire costa zero al professionista. Una ditta individuale paga 35,50 euro di iscrizione, il diritto camerale e, soprattutto, i contributi INPS fissi: 4.521 € l'anno per un artigiano nel 2026.
  • La data di apertura conta: i cinque anni al 5% partono dall'anno in cui apri, e il limite degli 85.000 euro del primo anno si riduce in proporzione ai giorni.

Prima di aprire: puoi essere forfettario?

Il forfettario non si chiede: ci sei se hai i requisiti. Per chi apre adesso, i controlli che fermano più spesso sono quattro:

  • i redditi da lavoro dipendente o pensione dell'anno prima: per chi apre nel 2026 il limite è 35.000 euro sui redditi del 2025. Per chi apre dal 1° gennaio 2027 è 30.000 euro sui redditi del 2026, salvo proroghe;
  • l'ex datore di lavoro: non puoi fatturare per la maggior parte a chi ti ha avuto come dipendente negli ultimi due anni;
  • le quote in società: una quota in una snc, in un'associazione professionale o in un'impresa familiare esclude dal regime;
  • la residenza: serve essere residenti in Italia, o in un altro Stato europeo producendo qui almeno il 75% del reddito.

Il calcolatore dei requisiti li controlla tutti, e la guida su forfettario e lavoro dipendente spiega i casi di chi ha anche uno stipendio.

Professionista: il modello AA9/12

Chi lavora come professionista, con o senza albo, apre la partita IVA all'Agenzia delle Entrate con il modello AA9/12. Va presentato entro 30 giorni dall'inizio dell'attività, in uno di questi modi:

  • da solo, online: con il programma gratuito dell'Agenzia, inviando il file dall'area riservata con SPID, CIE o CNS;
  • con un intermediario, cioè un commercialista o un CAF;
  • per PEC a una Direzione provinciale, di persona in un ufficio su appuntamento, o per raccomandata.

Il forfettario si indica nel quadro B, nel riquadro dei regimi fiscali agevolati, scrivendo 2 nella casella. Chi la compila non deve indicare il volume d'affari presunto.

Presentarlo è gratuito: modello, istruzioni e programma si scaricano dal sito dell'Agenzia, e nessuna norma prevede un tributo per l'apertura. Una dichiarazione di inizio attività omessa o presentata in ritardo, invece, costa da 500 a 2.000 euro.

Il codice ATECO, e perché il coefficiente usa quello vecchio

Il codice ATECO dice che lavoro fai. Dal 1° aprile 2025 negli atti con l'Agenzia si usano i codici della classificazione ATECO 2025: nel modello indichi quello dell'attività principale, e le altre attività in un quadro a parte.

Il codice decide il coefficiente di redditività, cioè quanta parte degli incassi diventa reddito tassato: il 78% per le professioni, il 67% per molte attività di servizi, il 40% per il commercio. C'è un dettaglio che pochi dicono. I coefficienti non sono ancora stati riscritti sui codici 2025: finché non arriva la tabella nuova, il coefficiente si prende dal codice ATECO 2007 che corrisponde alla tua attività. Lo stabilisce il decreto legislativo 81 del 2025, e la dichiarazione dei redditi chiede infatti tutti e due i codici.

Il calcolatore del coefficiente cerca per codice 2025 o 2007 e ti dice il coefficiente, la natura del reddito e la gestione dei contributi.

INPS o cassa: dove vanno i contributi

Chi seiDove ti iscriviQuanto, nel 2026
Professionista senza albo o senza cassaGestione separata INPS, con la domanda online. Non è automatica.26,07% del reddito, o 24% se hai già un'altra previdenza obbligatoria. Nessun minimo.
Professionista con cassaLa cassa del tuo ordine, con le sue regole e i suoi tempi.Dipende dalla cassa: contributo soggettivo, integrativo in fattura, spesso un minimo.
Artigiano o commercianteGestione artigiani o commercianti INPS, attraverso la Comunicazione Unica.Una quota fissa di 4.521,36 € (artigiani) o 4.611,64 € (commercianti), anche a incassi zero.

Per le casse ogni ordine ha i suoi tempi. Un avvocato è iscritto a Cassa Forense nello stesso momento in cui si iscrive all'albo. Uno psicologo si iscrive all'ENPAP entro 90 giorni dal primo compenso incassato, perché la sola partita IVA non basta. Un ingegnere o un architetto con partita IVA e senza un'altra previdenza obbligatoria si iscrive a Inarcassa.

Per la gestione separata l'INPS non fissa un termine in giorni: la domanda si fa quando apri. Chi non la fa riceve un invito in MyINPS, e l'iscrizione parte comunque dal primo versamento.

Artigiani e commercianti forfettari possono chiedere la riduzione del 35% dei contributi. È una domanda online, da fare il prima possibile dopo che l'INPS ti ha iscritto: chi è già in attività ha tempo fino al 28 febbraio di ogni anno. Una volta lasciata, la riduzione non si riprende più.

Artigiano o commerciante: Comunicazione Unica e Camera di commercio

Un'impresa non usa il modello AA9/12. Apre con la Comunicazione Unica al Registro delle imprese: una pratica online sola, che vale per la Camera di commercio, per l'Agenzia delle Entrate (la partita IVA arriva subito), per l'INPS e per l'INAIL. La ricevuta permette di cominciare a lavorare da quel momento.

  • Artigiani: nella stessa pratica si chiede l'iscrizione all'albo delle imprese artigiane, e si fa la denuncia all'INAIL, obbligatoria anche senza dipendenti.
  • Attività regolate: impiantisti, autoriparatori, imprese di pulizia e altre allegano la segnalazione di inizio attività per il Comune, che la Camera inoltra allo sportello unico.
  • PEC: per un'impresa individuale è obbligatoria. Senza un indirizzo PEC la domanda di iscrizione resta sospesa.

La pratica la puoi inviare da solo dal portale del Registro delle imprese, con la firma digitale, o affidarla a un intermediario.

Quanto costa aprire, davvero

VoceProfessionistaDitta individuale
Apertura della partita IVAGratisCompresa nella Comunicazione Unica
Iscrizione al Registro delle impreseNon serve18 euro di diritti più 17,50 euro di bollo
Diritto annuale della Camera di commercioNon serve44 euro in sezione speciale (artigiani e piccoli imprenditori), 100 in sezione ordinaria. Fino al 20% in più nelle Camere che applicano la maggiorazione, cioè 53 o 120 euro
PECObbligatoria solo per gli iscritti a un alboObbligatoria
Contributi fissi INPSNessuno in gestione separata. Con una cassa, spesso un minimo4.521,36 € artigiani, 4.611,64 € commercianti, in quattro rate

L'ultima riga è quella che pesa. Per un artigiano o un commerciante il costo vero dell'apertura non è la Camera di commercio, sono i contributi fissi: si pagano anche nel mese in cui non incassi niente. Le rate del 2026 scadono il 18 maggio, il 20 agosto, il 16 novembre e il 16 febbraio dell'anno dopo.

Il momento giusto per aprire

Aprire a dicembre o il 1° gennaio sembra uguale. Non lo è, per tre motivi.

I cinque anni al 5% partono dall'anno di apertura. L'aliquota ridotta vale per l'anno in cui inizi e per i quattro dopo. Chi apre il 15 dicembre 2026 usa il 2026 come primo dei cinque anni, con due settimane di incassi. Chi apre il 1° gennaio 2027 ha il 5% fino a tutto il 2031.

Il limite del primo anno si riduce in proporzione ai giorni. Per restare forfettario l'anno dopo, gli incassi del primo anno si confrontano con 85.000 euro ridotti ai giorni di attività.

Apertura il 1° ottobre 2026
Giorni di attività nell'anno
92
Limite in proporzione ai giorni
21.424,66 €
Incassato entro il 31 dicembre
22.000,00 €
Forfettario nel 2027
No

Con 22.000 euro in tre mesi, un risultato normale per chi parte con un cliente già pronto, il forfettario finisce dopo il primo anno. Con lo stesso lavoro iniziato il 1° gennaio, il limite sarebbe stato di 85.000 euro.

Artigiani e commercianti pagano i contributi fissi a mesi. Ogni mese di iscrizione costa la sua parte della quota fissa, intorno ai 380 euro, anche se in quel mese non incassi niente.

Il primo anno: cosa arriva, e quando

Dal primo giorno le fatture sono elettroniche e passano dallo SdI. Fanno eccezione le prestazioni sanitarie che vanno al Sistema Tessera Sanitaria, per cui la fattura elettronica è vietata. Non devi tenere registri contabili né registrare le fatture: devi conservarle, e l'Agenzia offre un servizio di conservazione gratuito per quelle passate dallo SdI.

La sorpresa arriva l'anno dopo. Nel primo anno non versi acconti: si calcolano sull'imposta dell'anno prima, che per te non c'è. Così, fra giugno e luglio dell'anno dopo, paghi insieme il saldo del primo anno e il primo acconto del secondo, e a novembre il secondo acconto.

Un professionista che apre a marzo 2026
Incassato nel 2026
20.000,00 €
Reddito, con il coefficiente del 78%
15.600,00 €
Imposta al 5%
780,00 €
Contributi in gestione separata
4.066,92 €
Da pagare nel 2027 come saldo del 2026
4.846,92 €

Nel primo anno l'imposta si calcola sull'intero reddito: i contributi si deducono nell'anno in cui li paghi, e quelli del 2026 li paghi nel 2027. A quella cifra si aggiungono gli acconti del 2027. Il calcolatore di acconti e saldo fa il conto completo sui tuoi numeri, e quello di quanto mettere da parte ti dice quanto accantonare su ogni fattura da subito.

La prima dichiarazione è il modello Redditi, con il quadro LM, da inviare entro il 31 ottobre dell'anno dopo l'apertura.

Le domande che ci fanno.

Quanto costa aprire una partita IVA forfettaria?

Per un professionista niente: il modello AA9/12 è gratuito. Una ditta individuale paga 35,50 euro di iscrizione al Registro delle imprese, il diritto annuale della Camera di commercio (44 o 100 euro, fino al 20% in più dove c'è la maggiorazione) e i contributi fissi INPS.

Serve un commercialista per aprirla?

No. Il modello AA9/12 si invia da soli dall'area riservata dell'Agenzia delle Entrate, e la Comunicazione Unica dal portale del Registro delle imprese con la firma digitale. Un professionista aiuta soprattutto a scegliere il codice ATECO e a controllare i requisiti.

Cosa succede se non barro la casella del forfettario?

Sei forfettario lo stesso, perché è il regime naturale per chi ha i requisiti. L'omissione però si sanziona, da 250 a 2.000 euro.

Ero dipendente: ho diritto al 5%?

Sì, se la nuova attività non è la semplice prosecuzione del lavoro di prima, cioè stessi clienti e stesse competenze. Non conta come prosecuzione la pratica obbligatoria per una professione, né un lavoro precedente marginale, a termine per non più di metà dei tre anni.

Entro quando mi iscrivo alla gestione separata?

L'INPS non fissa un termine in giorni: la domanda online si fa quando apri. Chi non la fa riceve un invito in MyINPS, e i contributi sono dovuti comunque sul reddito dell'anno.

Gratis, senza account

Le scadenze del forfettario, una settimana prima.

Ti mandiamo il calendario dei prossimi dodici mesi e un promemoria sette giorni prima di ogni versamento: acconti, saldo, contributi INPS, bollo.

    Serve solo a non ricordarti le rate che non ti riguardano.

    Ti chiediamo di confermare l'indirizzo: senza conferma non ti scriviamo.

    Le fonti di questa guida.

    Non li abbiamo decisi noi. Sono questi i documenti, e li puoi leggere anche tu.

    La partita IVA si apre in un giorno. Il conto di quanto mettere da parte, lo fa da quello dopo.

    Prova 15 giorniSenza carta di credito.