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Quanto posso ancora incassare restando forfettario?

Quanto ti manca alla soglia del forfettario, cosa succede fra 85.000 e 100.000 euro, e il limite più basso di chi apre in corso d'anno, anche per l'anno dopo.

Quest'anno

Contano gli incassi: quello che è entrato sul conto, non quello che hai fatturato. Una fattura di dicembre pagata a gennaio conta l'anno dopo.

Gli anni con le regole di oggi: il limite di 85.000 € e l'uscita immediata oltre 100.000 €, in vigore dal 2023.

Dal 1° gennaio, o dal giorno in cui hai aperto, a oggi, sommando tutte le tue attività. Senza il contributo integrativo della cassa, che non è compenso.

Facoltativo: le fatture che ti aspetti di vedere pagate entro fine anno, per sapere dove arrivi. Per un anno già chiuso lascialo vuoto.

Da quando sei aperto

Chi apre in corso d'anno ha un limite più basso, in proporzione ai giorni di attività. E il limite dell'anno di apertura decide anche l'anno dopo.

Quando hai aperto la partita IVA

Facoltativo, ma conta: se nel 2025 hai superato il limite, il forfettario nel 2026 non ti spetta già più.

Puoi incassare ancora

33.000,00 €

e restare forfettario anche nel 2027.

Incassato finora

52.000,00 €

Il limite

85.000,00 €

per l'anno intero

Prima dei 100.000 €

48.000,00 €

oltre, il forfettario finisce subito

A fine anno, con i previsti

72.000,00 €

dentro, con 13.000 € di margine

Incassato 52.000 €Previsti 20.000 €

In quanto ti manca alla soglia sta nel riepilogo, e si aggiorna da solo a ogni incasso che registri.

Prova 15 giorni

Senza carta di credito.

Cosa succede, caso per caso

Due soglie, e cosa succede in ciascun caso, con il limite del tuo caso. La voce segnata è dove sei oggi.

  1. Fino a 85.000,00 €

    Il tuo caso, oggi

    Resti forfettario quest'anno e anche il prossimo. Non c'è niente da fare, se non tenere il conto degli incassi.
  2. Oltre 85.000,00 €, fino a 100.000 €

    Fino al 31 dicembre non cambia niente: fatturi senza IVA e paghi l'imposta sostitutiva sugli incassi dell'anno. Dal 1° gennaio 2027 passi al regime ordinario, con l'IVA in fattura e le imposte calcolate con le regole ordinarie. Conviene organizzarsi con il commercialista prima di gennaio, non dopo.
  3. Oltre 100.000 €

    Il forfettario finisce subito, nell'anno stesso, e questo limite non si riduce per chi ha aperto in corso d'anno. L'IVA è dovuta a partire dall'operazione che fa superare i 100.000 €, compresa: la fattura che ti porta oltre va emessa con l'IVA, e così le successive (comma 71 della legge 190 del 2014). Da lì valgono le regole del regime ordinario, compresa la rettifica della detrazione IVA prevista per chi passa dal forfettario all'ordinario (comma 63): come si chiudono imposte, registri e IVA dell'anno lo decidi con il commercialista, perché il sistema di non calcola il regime ordinario.
  4. Se l'anno prima hai superato il limite

    Il forfettario non spetta già dal 1° gennaio: il requisito si guarda sugli incassi dell'anno prima, ragguagliati ai giorni se avevi aperto in corso d'anno. Le fatture dell'anno vanno con l'IVA.

In pratica

  • Tieni il conto degli incassi man mano, non a dicembre: conta il giorno in cui i soldi arrivano sul conto, non la data della fattura.
  • Quando ti avvicini al limite, senti il commercialista prima della fattura che lo supera, non dopo: il passaggio al regime ordinario va preparato.
  • Vicino ai 100.000 €, prima di fatturare chiediti se quell'incasso ti porta oltre: se sì, quella fattura va emessa con l'IVA.
  • Se hai aperto quest'anno o l'anno scorso, guarda il limite ragguagliato: è più basso di 85.000 €.

Il ragguaglio, con i numeri

Chi apre in corso d'anno non ha 85.000 € di limite: ha la parte che corrisponde ai giorni in cui è stato aperto.

Non hai aperto nel 2026, quindi per te il limite è intero. Ecco lo stesso conto per chi apre il 1° ottobre 2026:

Giorni di attività, dal 1° ottobre 2026 al 31 dicembre
92 giorni
Giorni del 2026
365 giorni
Limite: 85.000 € × 92 / 365
21.424,66 €

Il requisito dell'anno prima

Il forfettario spetta a chi, l'anno prima, è rimasto entro il limite. Per chi ha aperto in corso d'anno, quel limite era ragguagliato.

Scrivi gli incassi del 2025 nel modulo per controllare il tuo caso. Intanto, il caso che sorprende di più: chi apre il 1° ottobre 2025 e incassa 30.000 euro entro dicembre.

Giorni di attività nel 2025
92 giorni
Limite: 85.000 € × 92 / 365
21.424,66 €
Incassato nel 2025
30.000,00 €
Ragguagliati ad anno
119.021,74 €
Il forfettario nel 2026
non spetta

Come funziona il conto.

Contano gli incassi, non il fatturato

Il limite del forfettario si misura sui ricavi e sui compensi incassati nell'anno: quello che è entrato sul conto fra il 1° gennaio e il 31 dicembre. È il principio di cassa, lo stesso con cui si calcolano le tasse. Una fattura emessa a dicembre e pagata a gennaio conta l'anno dopo; una fattura dell'anno scorso pagata quest'anno conta quest'anno.

Con più attività la soglia è una sola: si sommano gli incassi di tutte, anche se hanno coefficienti diversi.

  • Entrano nel conto i compensi e i ricavi incassati; la rivalsa INPS del 4% della gestione separata, se la applichi, perché è compenso anche lei; il bollo che riaddebiti al cliente, che è un ricavo come le altre righe della fattura.
  • Non entrano il contributo integrativo della cassa, che paga il cliente e tu giri alla cassa: non è compenso; le somme anticipate in nome e per conto del cliente (articolo 15 del DPR 633 del 1972), che passano dal tuo conto e basta; le fatture emesse e non ancora pagate.

Due soglie: 85.000 € e 100.000 €

  • Fino a 85.000 € di incassi resti forfettario, quest'anno e anche il prossimo (comma 54 della legge 190 del 2014).
  • Oltre 85.000 € e fino a 100.000 € l'anno resta forfettario fino al 31 dicembre, e dal 1° gennaio successivo si passa al regime ordinario.
  • Oltre 100.000 € il regime finisce subito, nell'anno stesso. La legge dice che l'IVA è dovuta «a partire dalle operazioni effettuate che comportano il superamento» del limite (comma 71): dalla fattura che ti porta oltre, compresa, non da quella dopo.

Le due soglie valgono dal 2023. Fino al 2022 il limite era 65.000 € e si usciva solo dall'anno dopo; i ricavi del 2022 si sono confrontati già con gli 85.000 € del 2023 (circolare 32/E del 5 dicembre 2023).

Chi apre in corso d'anno ha un limite più basso

La legge chiede di ragguagliare i ricavi ad anno: chi lavora mezzo anno arriva al limite con metà degli incassi. Il calcolatore fa lo stesso conto dall'altra parte, che dà una cifra più facile da usare: abbassa il limite in proporzione ai giorni di attività, dal giorno di apertura al 31 dicembre compresi.

Chi apre il 1° luglio 2026 ha 184 giorni su 365, e il suo limite è 85.000 € × 184 / 365 = 42.849,32 €. I 100.000 € dell'uscita immediata invece non si ragguagliano: valgono interi anche per chi apre in corso d'anno.

Il limite dell'anno di apertura decide l'anno dopo

Il requisito si guarda sull'anno prima: il forfettario spetta a chi, l'anno precedente, è rimasto entro il limite. E per chi aveva aperto in corso d'anno, quel limite era ragguagliato.

Chi apre il 1° ottobre 2025 ha 92 giorni e un limite di 21.424,66 €. Se a dicembre ha incassato 30.000 €, lontanissimi dagli 85.000 €, ragguagliati ad anno ne fanno 119.021,74 €: il forfettario nel 2026 non gli spetta. È il caso di cui ci si accorge tardi, in dichiarazione, con un anno di fatture senza IVA da sistemare.

Il limite che si usa è quello dell'anno per cui il regime deve spettare, non quello dell'anno verificato: è la regola della circolare 32/E del 2023, e il calcolatore la applica.

Un esempio, con i numeri

Chi apre il 1° luglio 2026 e a dicembre ha incassato 45.000 €: 40.000 € sotto gli 85.000 €, eppure oltre il suo limite.

Aperto il 1° luglio 2026, 45.000 € incassati
Giorni di attività nel 2026
184 su 365
Limite per l'anno intero
85.000,00 €
Il suo limite, 85.000 € × 184 / 365
42.849,32 €
Incassato
45.000,00 €
Oltre il limite di
2.150,68 €
Ragguagliati ad anno
89.266,30 €
Esito
esce dal 1° gennaio 2027

Fino al 31 dicembre resta forfettario e fattura senza IVA; ai 100.000 € dell'uscita immediata gli mancano ancora 55.000,00 €.

Le domande che ci fanno.

Gli 85.000 euro si contano sul fatturato o sugli incassi?

Sugli incassi. Il limite guarda i ricavi e i compensi percepiti nell'anno, cioè quello che è entrato sul conto fra il 1° gennaio e il 31 dicembre. Una fattura di dicembre pagata a gennaio conta per l'anno dopo.

Cosa succede se supero 85.000 euro?

Resti forfettario fino al 31 dicembre ed esci dal 1° gennaio dell'anno dopo, quando passi al regime ordinario. Fino ad allora fatturi come sempre, senza IVA. Se però superi anche 100.000 €, esci subito.

E se supero 100.000 euro?

Esci dal forfettario subito, nell'anno stesso. L'IVA è dovuta a partire dall'operazione che fa superare il limite, compresa: la fattura che ti porta oltre 100.000 euro va emessa con l'IVA, e così le successive (comma 71 della legge 190 del 2014).

Ho aperto a luglio: il mio limite è 85.000 euro?

No, è più basso: si riduce in proporzione ai giorni di attività. Chi apre il 1° luglio 2026 ha 184 giorni su 365, e il limite diventa 42.849,32 €. I 100.000 € dell'uscita immediata invece restano interi.

Ho aperto a ottobre dell'anno scorso e ho incassato 30.000 euro: sono ancora forfettario?

No. Il requisito si guarda sull'anno prima, e per quell'anno il limite era ragguagliato ai giorni di attività: chi ha aperto il 1° ottobre 2025 ne ha 92, e un limite di 21.424,66 €. Con 30.000 € incassati lo ha superato, e nel 2026 il forfettario non gli spetta, anche se 30.000 € sono lontani dagli 85.000 €.

Il contributo integrativo della cassa conta per la soglia?

No. L'integrativo lo aggiungi in fattura, lo paga il cliente e lo giri alla cassa: non è compenso, quindi non entra né nel conto delle tasse né in quello della soglia.

La rivalsa INPS del 4% conta per la soglia?

Sì. La rivalsa della gestione separata è facoltativa, ma se la metti in fattura è compenso come il resto: si tassa e si somma agli incassi che contano per il limite.

Ho due attività: la soglia vale per ciascuna?

No, la soglia è una sola. Si sommano gli incassi di tutte le attività, anche se hanno coefficienti diversi e versano a gestioni diverse.

Questo calcolo è uguale a quello di ?

Sì: usa le stesse regole e le stesse soglie del sistema di calcolo dell'applicazione. In gli incassi arrivano dalle fatture e dai pagamenti che registri, e quanto manca alla soglia si aggiorna da solo.

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    Non li abbiamo decisi noi. Sono questi i documenti, e li puoi leggere anche tu.

    Quanto manca alla soglia, prima della fattura che la supera.

    Prova 15 giorniSenza carta di credito.