Contano gli incassi, non il fatturato
Il limite del forfettario si misura sui ricavi e sui compensi incassati nell'anno: quello che è entrato sul conto fra il 1° gennaio e il 31 dicembre. È il principio di cassa, lo stesso con cui si calcolano le tasse. Una fattura emessa a dicembre e pagata a gennaio conta l'anno dopo; una fattura dell'anno scorso pagata quest'anno conta quest'anno.
Con più attività la soglia è una sola: si sommano gli incassi di tutte, anche se hanno coefficienti diversi.
- Entrano nel conto i compensi e i ricavi incassati; la rivalsa INPS del 4% della gestione separata, se la applichi, perché è compenso anche lei; il bollo che riaddebiti al cliente, che è un ricavo come le altre righe della fattura.
- Non entrano il contributo integrativo della cassa, che paga il cliente e tu giri alla cassa: non è compenso; le somme anticipate in nome e per conto del cliente (articolo 15 del DPR 633 del 1972), che passano dal tuo conto e basta; le fatture emesse e non ancora pagate.